Il falso telaio, o contro telaio, altro non è che una maschera che racchiude tutti gli elementi facenti parte del foro finestra (La finestra o la portafinestra, la zanzariera, l’eventuale oscurante a rullo ecc…).

Questa “maschera” può essere di molti materiali; il più utilizzato è il legno, per il buon isolamento termico e per il costo ridotto.

A differenza del “monoblocco”, il falsotelaio non presenta le spallette (i lati del muro) coibentate, ma richiede che il cappottista vada a rivestire le spalle con il cappotto.

Solitamente il falso telaio viene fissato dall’impresa costruttrice. Questa è una prassi talmente consolidata che nei capitolati, nella lista della spesa che le imprese presentano al cliente, il fissaggio del falso telaio è sempre elencato.

Tuttavia, data la crescente domanda di un sempre maggiore isolamento termico ed acustico delle facciate, e data la crescente complessità tecnica delle soluzioni relative al serramento, l’impresa a mio parere non è più il soggetto idoneo ad occuparsi di questo elemento che diventa essenziale, perché diretto collegamento tra serramento e muratura.

Oltre alla progettazione dei falsi telai che facciamo presso il nostro ufficio tecnico, attualmente ci occupiamo anche della posa in opera degli stessi.

In questo modo ISOFIN è pienamente responsabile di quanto avviene dentro, fuori e intorno al foro finestra.

CASO STUDIO: il signor. B.

L’amico di un nostro cliente, il signor B., aveva commissionato i serramenti della propria casa ad un’altra ditta. Non soddisfatto del servizio ricevuto, e sollecitato dall’amico nostro cliente, si è rivolto a noi perché riscontrava delle infiltrazioni importanti ai lati di alcune finestre e nella parte sottostante.

Com’era possibile? Eppure il fornitore gli aveva garantito che le finestre erano di ottimo isolamento, ed erano stati predisposti dei controtelai con isolamento sotto il bancale (davanzale) in pietra…

Una volta sul posto, abbiamo smontato le finestre “incriminate”, e abbiamo trovato diverse problematiche.

  1. Chi aveva montato i controtelai (l’impresa) non aveva predisposto bene l’isolamento sotto il bancale, così che c’era una fessura molto importante tra il davanzale in pietra e il cordolo isolante su cui si appoggiava la finestra. Questo era probabilmente la causa dell’ingresso di acqua sottostante.

2. Chi aveva montato i davanzali non aveva tenuto conto del fatto che essi devono sempre essere più larghi della muratura, e devono coprire anche la parte sopra cui è fissata la zanzariera (e in parte la finestra). Questi bancali erano “corti”, e lateralmente era stato messo del cemento per integrare la copertura. Il cemento però è un materiale che assorbe l’umidità e quindi l’acqua si infila attraverso le guide delle zanzariere, imbeve il cemento e penetra all’interno della muratura.

3. Chi aveva montato le finestre, accorgendosi di tutti questi problemi, avrebbe dovuto segnalarli innanzitutto, e utilizzare materiali isolanti che ne potessero evitare le conseguenze

Abbiamo rivestito le parti “deboli” con nastro bituminoso e silicone, e posizionato un profilo piatto nella congiunzione tra bancale e cordolo isolante sottostante il serramento, in modo da evitare che l’acqua tornasse ad infilarsi.

Risultato: Addio macchie, addio infiltrazioni.

Questo non sarebbe successo se chi forniva le finestre si fosse anche occupato della posa dei controtelai, senza contare l’attenzione da riscontrare in cantiere per fare in modo che, laddove vi siano lacune lasciate dalle altre maestranze, possa essere minimizzato il danno.

Alla prossima!

Ilaria Malaguti

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